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giovedì 22 ottobre 2009

Lo sviluppo di Robot Umanoidi. A Milano Robotica Expo 2009



"La presenza di Robot è destinata a divenire nei prossimi anni un elemento sempre più abituale nella vita quotidiana. Volente o nolente ciascuno di noi dovrà fare i conti con questa realtà la cui pervasività sarà paragonabile, per certi versi, alla penetrazione che negli ultimi decenni ha avuto l'informatica"
ROBOETICA: Spunti di Riflessione di ANTONIO M. C. MONOPOLI
La convergenza di tecnologie nano bio e info, almeno apparentemente hanno monopolizzato l'attenzione dei media scientifici e popolari. Il filone delle ricerche che dalla cibernetica, scienza che si è sviluppata da una sessantina d'anni a partire dagli anni quaranta del secolo scorso, ha portato alla robotica odierna e alle sue innumerevoli applicazioni, ha perso molto del suo smalto e del suo fascino iniziale, sopratutto la dove questo era più coinvolgente in quanto vicino alla nostra immagine: i robot umanoidi.
Sia le neuroscienze che la ricerca sull'intelligenza artificiale e la cibernetica hanno lungamente cercato di imitare il controllo della mente umana su un corpo antropomorfo o meno, scontrandosi con problemi insormontabili, almeno con i mezzi a disposizione nel novecento.

Oggi l'interdisciplinarietà innescata dalla potenza di calcolo e dalla rete, unita alle conoscenze dei meccanismi profondi della biologia e alla possibilità di manipolazione in dimensioni nanometriche, stanno velocemente cambiando lo scenario in atto e di conseguenza l'attenzione non solo dei media ma anche delle istituzioni e della politica, che oggi cercano risposte all'incerto futuro fra gli esponenti più visionari dell'innovazione attraverso l'accelerazione "GNR" (Genetica, Nanotecnologia, Robotica ).
Non a caso, proprio a Milano nel 2007 al World Business Forum uno degli interventi più ascoltati è stato quello di Ray Kurtzweil, che rappresenta la punta d'eccellenza e radicale di un pensiero dell'evoluzione umana connessa all'innovazione tecnologica.

Per avere un quadro e fare un punto sui progressi scientifici e tecnologici in questo delicato ambito della ricerca, che vede l’Italia tra i principali protagonisti nel mondo con numerosi istituti di ricerca, attivi in svariati campi come intelligenza artificiale, biorobotica, domotica, robotica evoluzionistica, roboetica e molti altri, si svolgerà a Milano Robotica Expo 2009 a FieraMilanoCity, dal 13 al 15 Novembre, in contemporanea a Ludicarena - La fiera italiana del videogioco, e a MiPhone 2009 - Il 1° salone della comunicazione e dell'intrattenimento mobile globale.

martedì 20 ottobre 2009

Intelligent Agent Technology


Intelligent Agent Technology. Ci sono cose che si perdono, inevitabile. Ci sono cose che si cercano o non interessano quando si hanno sviluppato una certa dose di anticorpi, in questo caso anticorpi tecnologici, 2.0
Di quanti convegni mi giunge notizia o sono invitato di cui non mi importa nulla ( qui mi scuso per quanti lavorano negli uffici stampa ) perchè predigeriti, duplicati di duplicati di duplicati, messi su per caso.
Ammetto: è spocchia. Ma una certa dose di polvere sui sandali ti porta inevitabilmente a prendere decisioni de panza, basati sull'esperienza. E spesso ci si azzecca.

Questo incontro in Bicocca però mi sarebbe piaciuto seguirlo, ci sono così tanti elementi di contiguità fra web, intelligenza artificiale e metaversi ( vi ricordate che sin dagli esordi si è insistentemente parlato di un evento di singolarità tecnologica nei metamondi?)
Peccato non vi siano molte informazioni, ho trovato solo un link a flickr, con le foto dell'incontro.

venerdì 16 ottobre 2009

Gravitazione il web e wikipedia: una metafora cosmologica


Le similitudini fra stati e comportamenti del web-metaverso con la fisica, la biologia, la cosmologia sono un mio pallino.
Ogni qual volta ne trovo una, mi rafforzo nell'idea che nella complessità non ci sono barriere disciplinari o ambiti che non interagiscano alla creazione di un disegno complessivo. A proposito vi do un paio di consigli di lettura: il primo è lo straordinario libro di Albert-László Baràbasi Link, la scienza delle reti, il secondo è il saggio di Mark Taylor Il momento della complessità che sono alla base del mio personale approccio alla questione
Vi segnalo dunque questo articolo, Gravitation, the Web, and Wikipedia, in cui si affronta il tema della gravitazione dei corpi celesti ( nell'ambito della teoria della Relatività Generale) e lo si "parallelizza" con la gravitazione dei contenuti verso "centri", hub, che in ottemperanza alle stesse leggi, dominano le reti ed i contenuti.
Wikipedia è l'esempio di uno di questi attrattori. Qui finisce l'articolo, ma apre la mente e riporta ad altri scenari, altre cosmologie: una, la più vicina è la noosfera idea nata dal mineralogista e biochimico russo Vladimir Ivanovič Vernadski e poi ripresa dal "santo protettore di internet" Pierre Teilhard de Chardin, che disegna con grande fascino quello che per noi è attualmente una pratica quotidiana. Una seconda suggestione ci viene da un articolo di Dennis Danielson su Le Scienze, dal titolo Le ossa di Copernico.
Qui viene messo in dubbio il (pessimistico) principio copernicano che dice, sintetizzando, "nessuna persona ben informata e razionale possa immaginare che la Terra occupi una posizione unica nell'universo", cosa che si sta rivelando non graniticamente vera, nella misura in cui effettivamente, su questa palla rotolante nell'universo qualcosa di particolarmente straordinario è avvenuto.
E la noosfera e i nostri avatar sono li a dimostrarlo.

giovedì 24 settembre 2009

Possiamo identificare dei cicli vita per le tecnologie sociali?


Possiamo identificare dei cicli vita per le tecnologie sociali?
A me sembra di si. Anche se la cosa non è facile.
Il mese scorso fa ho introdotto il tema del tempo , indicando come le tecnologie non sono così immediate e veloci come sembrano ad una prima sensazione, e che queste a somiglianza delle forme di vita pioniere hanno necessità minime per attecchire ma una grande necessità di tempo per svilupparsi, dato il loro particolare ciclo di vita che vede periodi di stasi più o meno lunghi alternarsi a rapidi momenti di sviluppo soprattuto in concomitanza dell'aggegarsi di specie diverse, chiamati Biogruppi.
I biogruppi sono un particolare tipo di nucleo di rigenerazione: si tratta di aggregazioni costituite da alcune specie di alberi e cespugli di età diversa; di regola, uno degli alberi è più vecchio degli altri e si trova al centro di questa aggregazione, superando per altezza gli altri componenti e assumendo un ruolo di promotore.
Proprio quest'ultima particolarità, sembra adatta alla descrizione di come si muovono gli organismi comunicativi nel tempo, per aggregazioni e per ruolo promotore. Questo mi ha fatto fare una ulteriore riflessione da cui eccoci di nuovo a parlare di tempo, come allora senza nessuna pretesa di scientificità ( sicuramente ci avranno già pensato e si saranno scritti fiumi di parole) ma sulla base di una euristica, portando l'esperienza vissuta in Second Life.

Mi piacerebbe qui continuare a parlare di quelli che sono gli elementi di successo in termini biologici, ovvero di sopravvivenza, di un organismo comunicativo definizione sotto la quale raccolgo ogni medium ( un mezzo di comunicazione attraverso cui è possibile diffondere un messaggio, secondo le caratteristiche proprie del mezzo ) sociale possibile, dalla singola pagina web alla piattaforma tecnologica.


penso a questi come gli elementi che la determinano

Nicchia
é l'ambito in cui si deve diffondere e vivere l'organismo, in questo caso propongo che la nicchia sia da considerarsi la comunità di riferimento dell'organismo.
In particolare Second Life, ma per estensione direi TUTTE le comunità di pratiche hanno il loro baricentro sull'AGIRE (play) rispetto al GIOCARE ( game) inteso come Diegesi narrativa.

Lasciando alla narrazione solo un tenue canovaccio, ( Second Life è una sorta di teatro dell'arte digitale); sostituendo alla diegesi l'Autopoiesi, ovvero un sistema che ridefinisce continuamente se stesso ed al proprio interno si sostiene e si riproduce, i gruppi di Second Life rispecchiano quello che credo sia una caratteristica di tutti i gruppi, quello del'impossibilità di essere eterodiretti, normati, "targettizati" , perchè si generano e si sviluppano nell'atto dell'azione creativa.

I residenti sono un vero paradigma delle dinamiche sociali e culturali e come tali devono essere partecipati, condivisi dal loro interno, convinti da una azione continua e prossima ai partecipanti. Mica son scimmiette. Mica sono Fanclub. termine orrendo (ovviamente) adottato da Facebook, che è tutto tranne che sociale.
Starci dentro significa partecipare, significa sentire "di pancia" quello che ci sta dentro, comporta impegno, comporta tatto, rispetto. E tempo.

Tastmaker
Sono i faciilitatori e i diffusori. Tastemaker è qualcosa di più dello Stakeholder, perchè il suo interesse non è legato ad una economia direttamente derivata da un soggeto promotore azienda o progetto, ma a un modus operandi che è wiki. non è contrattuale. è in condivisione. Questo non vuol dire prescindere da una relazione economica, solo che questa si può (si deve) declinare in un doppio mercato, che vede ad un valore economico parificarsi un controvalore, in un rapporto 1:1 nella moneta tipica del 2.0: la reputazione.
Questo permette una relazione di partecipazione indiretta, basata sul reciproco scambio di moneta-reputazione.
Tastemaker inoltre non è solo un amplificatore, ma in sintonia con il suo ruolo esprime un gusto, kantianamente facoltà basata sul sentimento dell'uomo, che gli consente di costruire il giudizio (estetico).
Dunque è anche un critico, non un recettore passivo. La notizia non passerà se non "gustata", e dovrà essere buona. Comporta impegno, comporta tatto, rispetto. E tempo.

Meme
Senza scomodare qui una descrizione della teoria memica, è l'idea propellente. Qui c'è poco da dire, non si tratta di contenuti accattivanti, di buona redazione / confezione, qui siamo nell'ambito di quello che l'ingaggio propone. L’ingaggio deve essere la parte più visibile nella prima fase del progetto, deve essere portata a conoscenza degli utenti capillarmente, attraverso l’esposizione delle regole piuttosto che incontri personali o in gruppo.
L’ingaggio è mediato da forme di comunicazioni diverse, informali, virali .
L'ingaggio è ciò che fornisce la motivazione alla partecipazione e alla condivisione. Comporta impegno, comporta tatto, rispetto. E tempo.

Tempo
Ed eccoci qua, ritornati alla fine a cercare di dare un valore all'ultimo e determinante valore, che mette a fattore tutti gli altri. Ci chiediamo: ma come possiamo determinare quanto tempo ci metterà a crescere - vivere finire , insomma verificarne lo sviluppo al fine di valutarne il grado di fitness (idoneità) nell'ambiente in cui si deve insediare?
Credo che il tempo del ciclo di vita è in misura delle capacità del meme di diffondersi in relazione al numero e all'efficienza dei tastemaker e all'estensione della nicchia.
Bella li. Chi mette dei numeri ( se si può) a questa formuletta ci riuscirà e farà bingo. Altro che SEO...














Image: 'Happy New Year'
www.flickr.com/photos/73645804@N00/2102790208

Image: 'shifted time'
www.flickr.com/photos/53611153@N00/515431862

Image: 'células de tiempo / time cells'
www.flickr.com/photos/80465909@N00/2829021471


lunedì 29 dicembre 2008

Una Scienza per il Web ( e il metaverso tutto)




Somiglianza
"Le idee si assomigliano in modo incredibile, quando si conoscono." Samuel beckett


oggi su Le scienze di Dicembre 2008 colmo un'altra delle immense lacune di buio nella quale alberga la mia cultura da autodidatta.
Devo dire che la prima impressione che ho avuto non è stata di sconforto, quanto quello di un'ammirato stupore, in effetti alquanto animista, delle vie che portano dall'intuizione all'applicazione scientifica.
Come se esistesse un platonico mondo delle idee alle quali per frequentazione si diventa compartecipi, insomma, intimi...
Dunque ho scoperto che frequentando da un decennio l'esperienza del web, sto condividendo con Nigel Shadbolt e Tim Barners-Lee l'idea di una scienza per il web ma che avevo chiamato altrimenti.
Vedete un po' voi..

Computer science

La Computer Science è una disciplina recentissima, parliamo del novembre 2006 quando Shadbolt e Barners-Lee costituiscono la Web Science Research Initiative ( definizione in wikipedia )

Ora raccontarvi della mia interpretazione per paragonarla a quella di questo gotha di professionisti e accademici credo possa avere come unica utilità quella di alimentare una riflessione su una teoria unificante dei media e sula prassi che questa teoria sostiene, e come questa inneschi ( se lo ha fatto in me, semplice stregone di provincia, in chissà quanti altri) tante linee di sviluppo, e magari anche riflettere anche un po' sulla consistenza della ricerca...

Per informarsi sulla Web Science basta google per aver un quadro vasto e significativo.
Quello che però rende la complessità dell'approccio della web science è l'immagine delle discipline che vanno intrecciandosi consentendo come dice Shadbot nel suo articolo "di modellizzare la struttura del web, articolare i principi architettonici che hanno sostenuto la sua crescita vertiginosa, scoprire come le interazioni umane in rete vengano influenzate dalle convenzioni sociali e le cambino".

Le discipline di cui si parla sono matematica, fisica, informatica, psicologia, ecologia, sociologia, giurisprudenza, scienze politiche ed economia.



Mediattomica

Il mio particolare percorso ad una scienza del web, e dunque anche di Second Life e di tutto il Metaverso parte da istanze simili, ma vuoi per cultura e per professione focalizzato a comprenderne gli aspetti mediatici, comunicativi, estetici, percettivi e come questi interagissero in una matrice in grado di classificarne e generalizzarne delle proprietà.

Un forte spunto e un'ispirazione per il nome di questa mia scienza personale mi è venuto dall'uso nella biologia molecolare del suffisso -oma per permettere ai biologi e ai bioinformatici di classificare agevolmente una particolare classe di processi cellulari o di strumenti computazionali.
L' interattoma, ad esempio, comprende la totalità delle interazioni molecolari che hanno luogo in un organismo.

Interattoma... bellissimo per il mio gusto pervertito ma, mannaggia, già in uso. Da qui l'idea di chiamarlo Mediattoma, nome consono a trattare in forma di classificazione l'insieme delle interazioni fra ambienti tecnologici e gli aspetti qui sopra elencati.

Come il genoma è la mappa del corredo cromosomico di un organismo vivente, il mediattoma è la mappa dei medium di un organismo comunicativo, sia esso una grande piattaforma tecnologia che un piccolo sito nel web.
Lo scopo dell'uno come dell'altro è verificarne lo stato e le caratteristiche al fine di valutarne il grado di fitness (idoneità) nell'ambiente in cui si è sviluppato.

Gli ambiti disciplinari di cui cerco di avvalermi sono teoria della complessità, teoria delle reti, teoria della percezione, economia, sociologia, giurisprudenza, semiotica, retorica.

Morale

Vi ricordate il film Solaris, di Andrej Tarkowsky in cui per porre fine alla spedizione inconcludente (apparentemente) sul pianeta si manda uno psicologo, Kris Kelvin, per studiare gli strani comportamenti degli scienziati della missione il cui giudizio ne avrebbe decretato la fine? Beh, la scienza (fallimentare) che studiava la fisica del pianeta si chiamava solaristica .
Il mediattoma è la cosa più vicina alla solaristica che conosca, e d'altronde si è fermata all'assunzione del metodo e alla dichiarazione di intenti.
Ammetto che il coraggio di parlarne qui l'ho avuto adesso dopo più di un anno, e non lo faccio ora senza un po' schernirmi...
Non ho proceduto oltre per l'evidente motivo di risultare un pazzoide e di finire nella LostPedia.
Ma vedo ora che ero in buona compagnia, e che ci sono altre discipline come la webology che non si fanno gli stessi miei scrupoli...
C'è da pensarci...

ringraziamenti e debiti

Solaris è un film di una bellezza commovente. non smetto mai di rivederlo, ed anche adesso scorrono nel player le immagini della sequenza iniziale dove Kris cammina ai bordi del laghetto paludoso vicino alla sua izba...

L'Arte della Memoria, di Frances Yates. Lettura fondamentale per capire come diavolo Simonide di Ceo, Quintiliano, Tommaso d'Aquino, Giulio Camillo, Raimodo Lullo, Giordano bruno, Robert Fludd, William Shakespeare c'entrano con la Web Science e Second Life.

La citazione di Bekett
Immagine libro solaris e rappresentazione grafica