sabato 10 novembre 2007

Do you remember Graziella Tonfoni?


Abbiamo a lungo parlato di libri, qualche sera fa. Libri, librai ed Editori, soprattutto del loro problematico rapporto con le tecnologie, e di come agire nel metamondo.
Il tema non è facile,sia perchè gli editori hanno una atavica diffidenza verso il digitale, sia perchè oggettivamente qualcosa sta cambiando proprio nel modo di intendere il libro e di conseguenza l'esperienza stessa della lettura.

A questo proposito, dopo una riflessione sulla regia e l'architettura, (grazie @tomcorsan per il tuo commento!) una riflessione sulla lettura era inevitabile, come inevitabile ricordare un grande libro sull'oggetto testuale, un laboratorio di meta-linguistica di Graziella Tonfoni , Docente di Linguistica Computazionale all'Università di Bologna, in cui si prospettavano degli oggetti "leggibili" dalla cui forma si desumeva la tipologia del contenuto ( racconto epistolare, saggio, manuale, ecc)

Possiamo apriamoci a nuovi modi di lettura, magari ritornando a sistemi di lettura collettiva, architettonicamente sviluppata nello spazio, come ad esempio il bellissimo esempio realizzato per il Meltemi Architectural Competition di Imaginaria - Atlante delle visioni ?

Pensiamo ad un libro come una azione drammaturgica. Un libro azione, fatto come un luogo, che si legge. Oppure possiamo prevedere ad esempio nuove modalità di lettura, in sintonia con una nuovo uso del tempo, frammmentato, ubiquo?
il libro non è solo il supporto de contenuto, ma è un'idea in se, un oggetto da esaltare. Potremmo definire una nuova categoria di libri, oggetti disegnati per il metamondo?

pensiamo al libro-avatar.
Un libro,un uomo, come in Fahrenheit 451 , chi avendo visto il film non ricorda la scena finale quando Guy ritrova Clarisse che è le Memorie di Saint Simon e lui diventa i racconti del mistero e dell'immaginazione di Allan Poe?

In un mondo vettoriale sarà semplice leggere? ci si domandava sul blog di Fabrizio Pivari, qualche mese fa.
Proviamo a darci una risposta?

1 commento:

Tomcorsan ha detto...

Una caccia al tesoro si può organizzare in diversi modi. Quello che per me è il classico è basato su un percorso preparato dai promotori e un bigliettino iniziale che attraverso un indovinello ti porta a trovare in un altro luogo un secondo bigliettino. E così via fino a trovare il Tesoro. E' una corsa contro il tempo: leggere, pensare, capire, muoversi, trovare e così via.
Può essere ristretto in una casa, più ampio in un cortile, espanso in una città, ingigantito in una nazione...
Immaginiamo un libro dove ogni pagina ci proponga una azione, un rinvio (come i link nei testi ipertestuali, ma qui è un collegamento che ci sposta fisicamente), un incontro.
L'incontro sostituirebbe la gara della caccia al tesoro e sarebbe uno dei tesori trovati lungo tutta la "lettura".
In "la storia infinita" di Ende il bimbo entra nel libro e vola nel mondo della fantasia per salvarlo dalla scomparsa. Il viaggio che compie si conclude con lui che sostituisce il vecchio libraio in una fusione di spazio e di tempo. Ecco, nei metamondi si potrebbe immaginare un libro così.