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domenica 8 novembre 2009

Gli ambienti immersivi saranno mai massmedia?



What is needed for Second Life to grow to a mass market?
Ovvero, si arriverà a prevedere che i mondi immersivi avranno la pervasività e i numeri di un Facebook?
Non so, non mi viene in mente nulla e mi pongo il dubbio che sia una questione sensata. In tanti in questo momento stanno parlando di Nebraska, nome in codice di Second Life in versione enterprise, da portarsi a casa. Comunque non sarà interoperabile e a detta di alcuni, questo è solo il desiderio di alcuni geek impallinati, mentre per molti altri è una questione di secondo piano rispetto alla possibilità di gestire in autonomia e sicurezza il proprio mondo.


sabato 31 ottobre 2009

La tragedia dei commons non fa piangere i Linden. E neanche me.



Inutile pensare di sfuggire alla Coding Authority.
E forse, per quanto riguarda il mio parere, non è neanche necessario, purchè questa possa essere in grado di creare policy chiare che non penalizzino la libertà degli autori e dei fruitori dei servizi e dei beni creati nella Grid di Second Life.
La questione dei diritti d'autore e di proprietà è mission critical per ogni provider e i Linden Lab non sfuggono alla questione, anzi, proprio a partire dalla liberalizzazione dei viewer la questione si è presentata evidente.

Liberalizzare il codice ha permesso la creazione di innumerevoli miglioramenti del software in termini di servizi, utili per molti scopi come ad esempio lo swap verso altre grid, la possibilità di avere dei backup della propria inventory.

Inevitabile che questo comporti un vantaggio e un incentivo per alcune irregolarità - vedi il copybot, ovvero a copia indebita di contenuti con vincoli di proprietà e l'eventuale spostamento illegale fra una grid e un'altra.

Ora non è questo il motivo per vincolare gli autori di viewer a degli out-out, e i Linden Lab lo sanno bene. E questo perchè - una mia interpretazione - sempre più questi si vogliono orientare a diventare i provider a valore aggiunto del metamondo piuttosto che i gestori di una piattaforma e di una infrastruttura che ha fatto guadagnare inizialmente con la vendita dei server, ma che ora è diventato un costo enorme, e che domani non renderà se non con politiche di prezzo onerose e impopolari.

Domani , con decide, centinaia di grid publiche e private sarà più vantaggiose gestirne i servizi che manutenerle.

Oggi più che mai la questione è nei contenuti e nei servizi. Per quanto semplice, questa comunicazione dei Linden sulle policy riguardanti le caratteristiche dei viewer di terze parti, presuppone - anche se non in forma completamente soddisfacente a mio parere - una direzione verso un orientamento del modello di business, sui contenuti, liberalizzando parzialmente il codice e sbarazzandosi sempre più controllo sull'infrastruttura.

Per me tutto ciò è saggio. Credo che la tragedia dei commons, ovvero la distruzione di risorse naturali senza proprietari (quindi collettive, del genere umano) per eccesso di egoismo
individuale evocata da Garret Hardin a proposito delle risorse ambientali nel lontano 1968, non sia legge economica "di natura": la difesa ad oltranza degli steccati imposti dalla Coding Authority non può generare che sclerosi, meglio , molto meglio stimolare la capacità delle community di generare regole di autogoverno.

Una breve nota sulla Coding Authority.
Define in google non mi ha dato nessun risultato apprezzabile. Possibile? ho cercato e ricercato. Ho ripreso in mano il libro di Edward Castronova Universi Sintetici dove si fa ampio riferimento al Coding Authority ( conflitto con gli utenti sui ruoli 131, conflitto con gli utenti sull'equità 184-90, incentivazione a promuovere dipendenza (sic!) 285, mercato di aste online 184, rinuncie a favore della 37, 191-92, 250, 260-61, ruolo di governo della 191-92, 255, 157, 260-61.

Mi fa strano non trovare discusso e rappresentato un concetto tanto importante, così strategico, ma forse limitato all'economia e alla governance dei mondi sintetici?

qui trovate tutti i libri di Castronova, e qui il blog Terra Nova, semplicemente IL blog sull'economia dei mondi sintetici

Image: 'The wonders of Second Life - on+a+special+episode+of+SLosmos'
www.flickr.com/photos/70285332@N00/2414967060

sabato 17 ottobre 2009

Gartner: un nuovo avviso per le imprese: okkio agli avatar



Gartner advises firms to control staff avatars. Con questo articolo il Gartner Group continua a parlare di Second Life e dei mondi sintetici seguendone le alterne vicende e fortune ora con sguardo critico e ora benevolo. Analisti ed economisti oggi non stanno vivendo un gran bel momento e possiamo credere o no alle loro previsioni, ma certamente non stan li a pettinar le bambole. ( per gli amici anglofoni e per il traduttore di google "We're not here to bake cookies")
In questo articolo, viene sottolineata l'importanza per le imprese "sotto pressione per gestire la propria reputazione su reti sociali come Twitter e Facebook" di normare e disciplinare gli avatar aziendali, in modo che il comportamento personale non influenzi l'immagine dell'impresa.

Questo interesse del Gartner Group mi porta a due ragionamenti: il primo è che le imprese, almeno nel mondo di lingua anglosassone usano i mondi immersivi esattamente come gli altri social media: uno strumento in più per attuare l'integrazione del sociale nella comunicazione d'impresa come il Cluetrain Manifesto ha individuato e proposto in tempi assolutamente non sospetti ( era il 1999) .
Il secondo è che la questione dell'identità digitale e di conseguenza della responsabilità è un problema che è passato anche nelle imprese e non è solo terreno di discussione di una èlite hype e che si sta riconoscendo come sia l'avatar ad essere il vero driver degli ambienti virtuali e come di conseguenza per le imprese, avata e brand diventano sinonimi.
Forse è venuto il tempo che le faraoniche Sim aziendali proposte da molte virtual company nostrane lascino il palcoscenico, da teatro dei burattini virtuali, a più coerenti metodologie d'uso dell'avatar.

giovedì 16 ottobre 2008

rane, code e serpenti


Il cambiamente è un processo che puo' essere lento, attardarsi in innumerevoli rivoli e false partenze, ma non per questo non avviene. Comprenderlo e prepararsi necessita un atteggiamento di attenzione all'indeterminato, che i numeri speso non sanno anticipare... Ecco che essere impegnati nell'incompletezza può essere un vantaggio, ma bisogna essere molto, molto veloci.

La mancanza di adattamento alle graduali minacce alla sopravvivenza pervade talmente gli studi sistemici degli insuccessi aziendali da aver dato luogo alla parabola della “rana bollita”. Se mettete una rana in una pentola di acqua bollente, essa cercherà immediatamente di saltare fuori. Ma se
mettete la rana in acqua a temperatura ambiente e non la spaventate, se ne starà ferma.
Ora, se la pentola è su una fonte di calore, e se aumentate gradualmente la temperatura, succede qualcosa di molto interessante.
All'aumento della temperatura da 21 a 27 gradi la rana non farà nulla. Anzi, essa dimostrerà in tutti i modi di godersela. Con il graduale aumento della temperatura, la rana diventerà sempre più malferma, finché non sarà più in grado di saltar fuori dalla pentola. Sebbene non vi sia nulla che la
trattenga la rana resterà lì e bollirà. Perché? Perché l'apparato interno della rana che percepisce le minacce alla sopravvivenza è orientato a reagire a cambiamenti improvvisi, nel suo ambiente, e non a lenti e graduali.

Peter M. Senge, La Quinta Disciplina

Rane bollite
La metafora non è delle più nuove: devo anzi dire che gira nella mia testa da molto tempo, dal 1996 almeno, e devo ringraziare per questo l'illuminata sagacia di un una persona che aveva precorso i tempi Gianpiero Lotito, e che veloce lo era, ma forse fin troppo e a differenza della rana, fu fritto ( non lui, ma la sua intraprendente iniziativa editoriale) prima che potesse arrivare al successo.

Di rane bollite o in procinto di bollire l'italia ne è piena, ma non era di questo che vogliamo parlare. Le aziende che non sono in gradi di percepire la "minaccia" del movimento dei mercati non sono una novità, anzi.
Quello che mi interessa qui è porre le basi, ribadire il punto di vista, il plot su cui andremo a costruire la nostra riflessione sulle dinamiche che che stanno emergendo nel mercato.

Coerenza. si inizia in un modo e si finisce in un altro.
Iniziamo a dire che come il batrace, le tecnologie hanno nella loro natura quelle di immergersi, ricomparire poi un po' più in la, mutate nell'aspetto e nelle caratteristiche.
Questo fa pensare ad un andamento incerto, incoerente, alla limitatezza e alla provvisorietà, e infine quando queste in una emersione più risoluta di altre si fanno forti e attraggono l'attenzione dei media, al "fuoco di paglia" di una moda passeggera e che presto andrà a spegnersi di nuovo dopo che la novità sarà appannaggio di un'altra tecnologia, the next, e così via.

Credo invece che la carsicità, le stasi, gli apparenti momenti di inattività se non di regresso, fanno parte dell'evoluzione dell'innovazione tecnologica, come d'altronde di tutti gli organismi (dai geni ai memi) soggetti alla pressione della selezione. Naturale o del mercato.

Mai visto tanto casino sotto il sole.
Una mia sensazione è che quando si parla di mercato questo non è più rappresentabile nella sua dinamicità come una contrapposizione di stati, crisi/sviluppo, recessione/crescita, ma in una sovrapposizione continua di questi.
Ne deriva uno stato di insicurezza permanente, ben descritto dal geniale ed eretico Benoît B. Mandelbrot nel suo libro "Il disordine dei mercati. Una visione frattale di rischio, rovina e redditività", che genera uno stato di continua inadeguatezza in chi ragiona in termini di ortodossia finanziaria.
Credo che la stabilità sia un mito del mercato capitalista tradizionale, una specie di età dell'oro che forse è esistita ma che certamente non ritorna, per antonomasia. Il mercato oggi è questo. Punto. Uno stato dinamico e accelerato.
L'innovazione, in questo caso è lo strumento di cui ci stiamo dotando per navigare nell'incertezza, come dice Helga Nowotny nel suo saggio "curiosità insaziabile. L'innovazione in un futuro fragile".

Agire con metodo. Senza pianificazione.
Sul fatto dell'identerminazione e della inpredicibilità credevo si potesse parlare giusto di finanza o di particelle ma mi sono dovuto ricredere.
"Dio, sono stanco" - mi dicevo - "di ottimizzazione e focalizzazione". Superare l'ottimizzazione? perdere di vista gli obbiettivi? come si fa? Il salto è quantico, per un modello di business/marketing tradizionale. Una risposta viene dal libro di John Maeda "Le leggi della Semplicità".
E' semplice come un koan:
"Più sembra meno, basta semplicemente spostarlo lontano, molto lontano"... così un'esperienza si semplifica, mantendo il risultato locale e spostando il focus finale in un punto LONTANO ( che è esattamente la fluidificazione di domanda e offerta della sharing economy/peer production )...
Per farla breve, ho incominciato a pensare che ragionare per OBBIETTIVI non funzioni più troppo bene.
Mi viene in mente quello che diceva Cristiano Ceccato del Gehry Technologies Digital Design a proposito dell' "Architettura Generativa" modello che vede la costruzione di grattacieli e grandi edifici a Shanghai e Hong-Kong SENZA UNA PIANIFICAZIONE, partendo senza sapere come finirà, ma grazie all'abbondanza e alla fluidità di saperi, alla potenza di calcolo e ai materiali innovativi (e al denaro, of course) si può progettare efficacemente.



Perpetual Beta fa bene alla salute? Si.
Ed eccoci arrivare alla spiegazione di quel "beta", messo li quasi per caso, nella più parte dei progetti 2.0 oggi nel web, dall'ormai mitico "beta"di google agli innumerevoli altri.
Il beta è un metodo, uno strumento efficace per la gestione della indecisione programmatica, il modo in cui l'innovazione reagisce alla fluttuazione costante ed indeterminata dei mercati.
Sarà forse che appartengo ad una generazione che ha fatto dell'indecisione una bandiera (La cosa migliore deve ancora avvenire!) che mi attrae così tanto questo modo di procedere?
Sarà che senza il perpetual beta non si puo' spiegare come possa esistere un mercato dalla coda lunga, fatto di innumerevoli nicchie?
Io presuppongo ( mi fa difficile dire "credo") di si, che non vi siano alternative (perchè l'indeterminanzione le comprende già tutte!) al confronto con l'incredibile quantità delle differenze che dobbiamo affrontare. e capire.

PS. che c'entrano i serpenti? beh, era un'altra metafora ma che alla fine ho visto non serviva. è rimasta nel titolo, come inutile citazione...

martedì 29 luglio 2008

CRM etico? Sì, grazie!



Ultimamente affronto in diverse occasioni il problema della privacy.
Sostengo da molto, potrei dire da sempre, che la privacy è un diritto fondamentale, ma, del tutto al pari con il diritto d'autore, risulta ormai specchio assolutamente infedele di quelle che sono le reali necessità dei cittadini digitali e sostanzialmente incapace di dare, poichè agisce sempre e solo nell'ambito della protezione e mai del'AFFERMAZIONE, vero valore all'identità degli individui.

Rimane essenziale, ovviamente ma è necessaria una revisione radicale di come far passare le varie leggi sulla provacy da tutela a promotore dell'identità. Probabilemente è anche una questione di maturità dei cittadini stessi alla questione, e per questo mi pare ancora ben lontano il momento di una ampia consapevolezza a proposito.

Detto questo, e partendo nell'impresa di 2lifecast, mi trovo ad afforntare non da specialista ma da utilizzatore, la questione della provcy e del tracciamento delle attività dei residenti in SecondLife.

Affrontando la questione con diverse persone, tutte mi hanno confermato le loro perplessità in proposito.
Ora, la privacy in SecondLife è questione oltremodo delicata, poichè di un residente avatar è possibile sapere tutto, ma proprio tutto, da ciò che fa a ciò che dice.
Stante il fato che questo sia fattibile, altrettanto certo è il fatto che sia necessario costituire a questo proposito policy di trasparenza immediate fra owner e residente.

il tracciamento delle attività sulla propria land è cosa lecita, se serve a capire e migliorare un servizio, o ad orientarti per comprendere meglio quello che pensa la gente.
E' lecito sopratutto se si concorda preventivamente quanto ogni residente vuole far sapere.
Questo credo sia il vero cuore della questione, perchè il conseso al loro trattamento possa diventare un mezzo per far crescere il sistema e al contempo tutelare i residenti.

Questa idea non è farina del mio sacco, ma un progetto ideato e promosso da Active121, denominato metaverse trust.
Ha avuto solo la sfortuna di essere in anticipo sui tempi, ma ora credo sia arrivato il momento per riprendere quel discorso interrotto.

Ho impostato un topic su facebook, se qualcuno vuole puo' dare la su a idea qui...

sabato 12 luglio 2008

il Metaverso, una tecnologia interessante per i Venture

Non so quanto si investa mediamente su tecnologie emergenti, ma 345 milioni di dollari investiti in ambienti 3D nel 2008 (e non è finito!) non mi sembrano noccioline. Qui trovate i dati di Virtual World Management.
Non sono uomo di finanza, ma credo che lo sviluppare così tanti ambienti immersivi, diversificati e finalizzati a pubblici diversi, l'arrivare di player del calibro di Google e i 5 anni di onorato servizio compiuti da SecondLife siano un buon segno per tutti coloro che a denti stretti hanno lavorato su questa tecnologia sotto traccia in questo paese di vecchi. Forza!

martedì 15 gennaio 2008

Quando il gioco si fa serio... le banche virtuali spariscono











è dell'otto gennaio, sette giorni fa, la notizia che tutte le attività di banking saranno escluse da SL.
Questo più che allarmarmi mi fa vedere come il gioco ora si fa serio.
Vi lascio riflettere su un paio di post a proposito, che credo mi diano ragione o quantomeno mi gratificano perchè la pensano come me ;-) L'Economist, ( Computing: Virtual worlds are being put to serious real-world uses—and are starting to encounter some real-world problems) firma autorevolissima nel mainframe dell'editoria internazionale e il blog MindBlizzard (The value of Virtual Money) sostengono come il bandire dal SL le attività di banche "virtuali " hanno lo scopo di rendere più autorevole il Linden, spostando nella RL le questioni riguardanti il controllo e la gestione di flussi finanziari e delle transazioni tra Linden e Dollaro.

Certo è che si percepisce forte e chiara la potenza del "code authority": neanche nei sogni più totalitari, nelle utopie sociali più radicali si sarebbe potuto fare come in Second Life, cancellare de facto un intero mercato... glomp!

lunedì 26 novembre 2007

Un altro caso di insolvenza per una banca Inworld



Ahi, brutte notizie, anzi un brutto colpo per chi vuole vedere realizzarsi il mash-up economico tra RL e inWorld.
E' appena finito l'eco del l'insolvenza di Ginko Financial che un nuovo caso di insolvenza si presenta all'orizzonte, quello di Midas Bank, sotto pressione per una crisi di liquidità. Questo articolo del Second Life Herald sviluppa l'argomento, tutti i dettagli ( come si diceva) in cronaca.

lunedì 19 novembre 2007

Metabranding



Setori Spire si presenta nel mercato come società che opera nella linea di confine fra la Real Life e Inworld, con un una bella immagine e il progetto ambizioso di creare una nuova disciplina del marketing, il Metabranding.
Di che si tratta? Beh, hanno qualche difficoltà nel caratterizzarla in questo loro post, ma sintetizzandolo ed estraendolo dalla loro presentazione
"Metabranding, in practice - is an end to end modality of conceptualization, design, development, and management of a brand as it relates to the virtual world platform."

Al di la delle valutazioni sul merito e sulla consistenza del Metabranding, quello che mi attrae son tutte quelle attività che rendono poroso lo schermo tra Inworld e Real Life, ponendosi come strumento unilateralmente valido per i due stati della realtà.
Se il metabranding studiasse - oltre che a ottimizzare, evolvere e caratterizzare il brand in Second Life ( o in un'altro qualsiasi metamondo) come posizionare un brand indifferentemente nei due mondi, come spostare ora qua e ora là gli elementi della brand awarness e della identità, come creare in un'unica operazione coordinata il posizionamento di un marchio, beh questo mi interesserebbe assai...
Vedremo gli sviluppi.

venerdì 16 novembre 2007

The persona bot is a key issue

"Gartner Follows up on Personas" è la predizione dell'ultimo report che vede nella personomies ( tutte le manifestazioni digitali di una personalità) un elemento strategico nel prossimo business.
Non si tratta della scoperta dell'acqua calda, il Web 2.0 è già una realtà in cui si esprime appieno la volontà delle persone a partecipare alla costituzione di una cultura (e di un mercato) in una forma di condivisione assolutamente nuova nella storia della comunicazione e dei media.
Qui si tratta di recepire come la personomies è qualcosa di molto più dell'insieme delle sue preferenze ma si connatura con l'individuo e la sua identità.
Come si misurerà allora la customer satisfaction ( si potranno ancora usare qusti termini?) o l'efficacia di un'azione di Marketing?
Leggete questo articolo in cui viene sintetizzata la prediction di Adam Sarner, uno dei principali analisti del Garter Group pubblicato ieri in Virtual World News.

domenica 11 novembre 2007

segnali deboli ( review 25 -26 -28 -30 ottobre )

Social Computing as Co-created Experience http://tinyurl.com/yquykr (23 ottobre)

Virtual Worlds Week: Second Life gets new Google-powered search engine http://tinyurl.com/26oj5p (22 ottobre)

Virtual Worlds Week: Second Life gets Facebook application http://tinyurl.com/2ztagu (22 ottobre)

Slogbase is watching you? Traffic monitoring in SL http://tinyurl.com/274w9r ( 20 ottobre)

Virtual Worlds Week: Top 10 alternatives to Second Life http://tinyurl.com/26h8pf (24 ottobre)

15 virtual worlds currently in development http://tinyurl.com/33azye (25 ottobre)

Metaverse Singularity http://www.acceleratingfuture.com/people-blog/?p=219 (14 ottobre)

Entrepreneur's Guide to Second Life: Making Money in the Metaverse http://www.wonderlandblog.com/wonderland/2007/10/entrepreneurs-g.html (15 ottobre)

The future of virtual worlds http://tinyurl.com/3b27c6 (26 ottobre )

Kinset: Like Second Life For Shopping http://tinyurl.com/yrawob (23 ottobre)

World Bank and IFC Report Ventures into Virtual World with Second Life http://tinyurl.com/ywz37c (23 ottobre)

World Bank Presents Global Doing Business Report in Second Life http://tinyurl.com/28wvxx (27 ottobre)


20 trends definingvirtual worlds in 2007 http://tinyurl.com/2tz4nt (29 0tt0bre)

10 Golden Rules Internet Marketing Strategy Blog http://tinyurl.com/2dus7p (29 ottobre)